Guida informativa

SMILE, Femto-LASIK e PRK: capire le differenze

Chi inizia a informarsi sulla chirurgia refrattiva incontra subito tre sigle: SMILE, Femto-LASIK e PRK. Sono le tre tecniche laser più diffuse e condividono lo stesso obiettivo — rimodellare la cornea perché la luce torni a mettersi a fuoco sulla retina — ma lo raggiungono in modi diversi. Capire queste differenze aiuta ad arrivare in visita con le domande giuste. La PRK è la tecnica di superficie, quella con la storia clinica più lunga. Il sottile strato che ricopre la cornea (l’epitelio) viene rimosso e il laser a eccimeri rimodella direttamente la superficie sottostante; l’epitelio si rigenera da solo nei giorni successivi, protetto da una lente a contatto terapeutica. Il recupero visivo è più graduale rispetto alle altre tecniche e nei primi giorni il fastidio può essere marcato, ma l’assenza di un lembo corneale la rende spesso una scelta considerata per cornee più sottili o per chi pratica sport da contatto. La Femto-LASIK affida entrambe le fasi dell’intervento a laser: un laser a femtosecondi crea un sottile lembo di cornea (flap) che viene sollevato, un laser a eccimeri rimodella il tessuto sottostante e il lembo viene riposizionato senza suture. È la tecnica con il recupero visivo in genere più rapido: molte persone notano il miglioramento già nelle prime 24–48 ore. Richiede una cornea con spessore adeguato alla creazione del lembo. La SMILE è la più recente delle tre: un laser a femtosecondi disegna all’interno della cornea un sottile lenticolo di tessuto, che il chirurgo estrae da una micro-incisione di pochi millimetri. Non c’è lembo e la superficie corneale resta in gran parte intatta. Viene impiegata principalmente per miopia e per alcune forme di astigmatismo miopico; non è in genere indicata per l’ipermetropia. In sintesi: PRK agisce in superficie e chiede più pazienza nel recupero; Femto-LASIK crea un lembo e recupera in fretta; SMILE lavora dall’interno attraverso una micro-incisione. Nessuna delle tre è “la scelta giusta” in assoluto: spessore e forma della cornea, tipo di difetto, film lacrimale e abitudini di vita orientano l’indicazione, che spetta solo al medico oculista dopo gli esami strumentali della visita. Il quiz NitidaLaser può aiutarti a capire se ha senso approfondire con quella visita.