PRK · Napoli

PRK a Napoli

Una guida informativa alla tecnica PRK: come agisce sulla cornea, come si svolge il trattamento, per chi viene generalmente presa in considerazione e cosa aspettarsi dalla visita di valutazione.

Cos’è la PRK

La PRK (cheratectomia fotorefrattiva) è la tecnica di superficie: il chirurgo rimuove il sottile strato epiteliale che ricopre la cornea e il laser a eccimeri rimodella direttamente la superficie corneale sottostante. Non viene creato alcun lembo: l’epitelio si rigenera spontaneamente nei giorni successivi, protetto da una lente a contatto terapeutica. È la tecnica laser con la storia clinica più lunga e viene impiegata per miopia, astigmatismo e ipermetropie lievi.

Come si svolge il trattamento

Il trattamento si svolge in anestesia topica e dura pochi minuti per occhio. Al termine viene applicata una lente a contatto terapeutica che protegge la cornea nei primi giorni, mentre l’epitelio si rigenera. In questa fase sono comuni fastidio, bruciore e sensibilità alla luce; la vista migliora gradualmente nelle settimane successive, con controlli programmati dal medico.

Per chi può essere indicata

Viene spesso presa in considerazione quando la cornea è più sottile o presenta caratteristiche che sconsigliano la creazione di un lembo, e in chi pratica sport da contatto o attività in cui un trauma oculare è più probabile. Come sempre, l’indicazione è individuale: la formula il medico oculista dopo topografia, pachimetria e gli altri esami della visita.

Cosa aspettarsi dalla visita

La valutazione parte sempre da una visita specialistica con esami strumentali indolori: la misurazione della vista, la topografia corneale (la “mappa” della curvatura della cornea), la pachimetria (lo spessore corneale) e gli altri accertamenti che il medico ritiene utili. Sono questi esami, insieme al colloquio clinico, a stabilire se e quale tecnica sia indicata nel singolo caso. Il percorso NitidaLaser ti accompagna fino a quel momento: quiz di orientamento, report informativo e counselor che organizza la visita presso un centro del territorio.

Domande frequenti

La PRK è dolorosa?

Il trattamento in sé, svolto in anestesia topica, non è in genere doloroso. Nei primi 2–4 giorni, mentre l’epitelio si rigenera, sono comuni bruciore, fastidio e sensibilità alla luce anche marcati: la lente a contatto terapeutica e la terapia indicata dal medico servono proprio a gestire questa fase.

Quanto dura il recupero dopo la PRK?

Il recupero è più graduale rispetto alle tecniche con lembo o mininvasive: la vista migliora sensibilmente nelle prime una-due settimane e continua a stabilizzarsi nei mesi successivi, con variabilità individuale. Il rientro alle diverse attività segue le indicazioni del medico ai controlli.

Chi decide se questa tecnica fa per me?

Solo il medico oculista, dopo una visita specialistica con esami strumentali. Il quiz e il report NitidaLaser sono strumenti informativi di orientamento.